Death – The Sound of Perseverance (1998)

Parlare di questo disco non è facile ma io ci provo. Innanzitutto questo è l’ultimo disco a nome Death: Chuck Schuldiner, mastermind, scelse all’epoca di dedicarsi ai Control Denied e poi morì il 13 Dicembre 2001. Internet è pieno di notizie sulla sua vita, è anche uscita una biografia in italiano che vi consiglio.
Questo disco può essere considerato una gemma di death metal tecnico e progressivo, visionario per l’epoca e, a mio parere, mai eguagliato. Tanti gruppi oggi si definiscono death tecnico ma davvero pochi hanno solo visto un’evoluzione del proprio suono così profonda.
Chuck Schuldiner imbraccia la sua Stealth e si mette a comporre, prendendo sicuramente tante influenze dall’heavy classico, penso ai Judas Priest in primis, omaggiati addirittura con una cover, Painkiller, posta come ultima traccia.
Come sono le canzoni? Stupende, nessuna esclusa. Abbiamo innanzitutto il riff, la frase di chitarra. Non ce lo scordiamo, il riff è la base di questa musica. Senza il riff puoi andare a vendere le scope. E qui di riff ce ne sono tanti, tutti da scoprire. Le melodie, le armonie, gli arrangiamenti, sono molto curati e mai lasciati al caso. La produzione favorisce un suono tendenzialmente crudo ma potente, quasi acido a mio avviso. Lo stesso dicasi della voce, uno scream abrasivo e d’impatto. Potete sentire, nella parte finale di Painkiller, la voce di Chuck trasformarsi da pulito a scream. E’ un passaggio da brividi, davvero. Poi c’è il tanto vituperato basso: qui c’è la prova di come si debba suonare il basso senza tante cazzate, pochi virtuosismi ma la propria mano al servizio del brano. Non scordiamoci della batteria: in formazione abbiamo Richard Christy, al tempo molto giovane ma comunque in grado di fare la differenza. Ne riparleremo con Control Denied e con il Live in LA dei Death, ovviamente. La produzione a mio avviso è ottima e soprattutto molto cristallina, niente muri di suono inudibili ma tanta chiarezza ed equilibrio. Un disco definitivo per quanto mi riguarda, che ho sempre il piacere di ritrovare anche a distanza di mesi ma che ha sempre qualcosa da dire. Valutazione di conseguenza.

Voto: 10

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