Ihsahn – After (2010)

Ihsahn è un personaggio importante nel panorama estremo degli ultimi 20 anni. Ha avuto il merito, insieme agli Emperor, di portare la fiamma del black metal su lidi tecnici e sinfonici. Ne parleremo sicuramente in occasione di future recensioni, per ora vi basti sapere che il ragazzo non ha esaurito le sue cartucce e continua regolarmente a regalare musica ai fan di tutto il mondo. After è il terzo album da solista e rappresenta una vera e propria prova di forza e di carattere. Il talento compositivo di Vegard si è già espresso con i due precedenti capitoli ma a parere di chi scrive solo con After questo talento è stato messo a fuoco definitivamente. E’ un disco estremo, progressivo in senso lato, che a ben sei anni di distanza continua a piacere in ogni sua parte. Protagonista sicuramente la fase compositiva più che quella esecutiva, relegata a sessionmen amici del Nostro. La composizione diventa Arte e ci regala un lotto di canzoni che esprimono il punto di vista del compositore, da tutti i lati vogliamo guardare la faccenda. Fanno la comparsa le chitarre ad 8 corde ed addirittura il sassofono, strumento distante dai canoni estremi, soprattutto black. Sì, perchè il black metal è sicuramenmte oggetto di riflessione di Ihsahn e possiamo pensarlo alla base sicura da cui partire. Non è un black metal ferale ma evocativo, e Ihsahn ne fa ciò che vuole in sostanza. Le strutture sono varie, non canoniche, ci sono anche chitarre acustiche e voci pulite a rendere il tutto ancora più organico. Basterebbe la sola Undercurrent per giustificare il valore del disco, secondo me. Ma c’è di più. C’è la volontà, e la capacità, da parte dell’artista di non fossilizzarsi su generi e strutture già usate altrove, c’è la ricerca sonora e compositiva vera e propria. Gli oltre 50 minuti scorrono con piacere ed anche stupore, soprattutto al primo ascolto. Ho avuto la fortuna di vedere Ihsahn live a Londra, nel breve tour di supporto a questo disco, e ricordo la serata con estremo piacere: di spalla c’erano Shining (NOR) dello stesso Munkeby e i Leprous, all’epoca band di supporto di Ihsahn. La resa sonora è notevole, così come le soluzioni adottate sono davvero importanti ed interessanti.
Non mi resta che consigliarvi l’ascolto completo dell’opera per rendervi conto di come si fa musica oggi nella scena estrema norvegese. Ihsahn non è certo l’unico ma lo ritengo davvero importante.

Voto: 8,5

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