Shape of Despair – Monotony Fields (2015)

Disperazione cieca. Fondamentalmente questo, e se non siete d’accordo cambiate post. Ne avevo sentito parlare bene e ho deciso di “comprarlo”. Lo metto su e via, tutto d’un fiato. Rimango interdetto per qualche minuto dopo la conclusione. Questo, signori miei, è un gran disco e questa è una grande band. Grande perchè? Perchè riesce a trasformare in musica uno stato d’animo di difficile collocazione. Riesce a trasmettere, oltre al valore della composizione, una sensazione fisica, e questo non è poco. E’ difficile. E’ quasi impossibile. Ma loro ce la fanno, e lo fanno anche bene. Parliamoci chiaro, a me piace la velocità in musica: il doppio pedale, il blast beat, eccetera. Questo disco è quanto di più lontano si possa concepire: la velocità è praticamente assente, le ritmiche sono lunghe ed ossessive, il growl cavernoso e monolitico, la voce pulita è cristallina ed accompagna diversi frangenti. Eppure. Eppure mi è piaciuto molto, ho usato la copertina come screensaver per lungo tempo. Lo ascolto anche in auto, figuratevi voi.

Di doom non ho mai capito molto, mi sono approcciato ai padri del genere, vedi Candlemass, restandone parzialmente deluso. Ho fatto i conti con altri gruppi ben più death di questo, come gli Swallow the Sun, ma mai avrei pensato di poter apprezzare un album simile. Non è per tutti, sia chiaro, è un’opera raffinata ed essenziale, lontana dalle mode e soprattutto di nicchia, nell’accezione migliore del termine. E’ un’opera lunga, oltre i 60 minuti, da godersi tutti di fila, senza interruzioni. Le composizioni sono varie ma vertono su un unico tema, forse si discosta parzialmente solo The Distant Dream of Life, più breve e meno monolitica delle altre composizioni. Le chitarre sono catacombali, profonde, ossessive, piene, la parte ritmica è perfetta nel sostenere il tutto aggiungendo pesantezza. Le armonie create dalle chitarre sono contemporaneamente delicate e pesantissime, quasi insostenibili. C’è anche una buona parte di merito da attribuire alle tastiere, ben utilizzate e concrete.

Non mi dilungo oltre, ribadisco, non per tutti, per pochi eletti. E fidatevi, se siete tra questi pochi non lo abbandonerete tanto facilmente.

Voto: 8,5

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